Si possono gestire le emozioni negative oppure siamo destinati a rimanere bloccati a vita, tormentati da paure, rabbia, ansia, insicurezze e frustrazioni?

Imparare a sentire cosa proviamo e cosa ci fa perdere la lucidità (e le occasioni) è importante: ognuno di noi ha la propria storia e con essa le proprie criticità.

Ma, come cantava Lucio Battisti, in fondo

Capire tu non puoi, tu chiamale se vuoi… emozioni…

La consapevolezza che tutti siamo attraversati da pensieri negativi ci aiuta a non esserne sopraffatti, perché nessuno di noi è solo e tutti proviamo tristezza e momenti di sconvolgimento interiore. Tutti? Sì, tutti!

Un’emozione è qualcosa che si prova, non qualcosa che si è.

Fare questa distinzione ci consente di assumere una prospettiva più obiettiva nei confronti dell’emozione: se provo ansia in una specifica situazione, ad esempio, non significa che sono un ansioso cronico o un incapace, ma vuol dire semplicemente che questa situazione, in questo momento, mi produce uno stato di ansia.

Riconoscere questa condizione, e sapere che ciò ci accomuna al resto dell’umanità, ci aiuta a vivere meglio le nostre emozioni negative e a gestirle.

Come si fa a gestire un’emozione?

A me piace dire che servono tre A e oggi ti parlo della prima:

A come accogliere

Accogliere significa essere pronti a ricevere ciò che inevitabilmente accadrà. Essere consapevoli che – prima o poi – i nostri punti deboli qualcuno ce li tocca, gli imprevisti arrivano e le nostre emozioni ci tradiscono.

Rispetto ad alcuni argomenti che ci riguardano siamo ipersensibili, diventiamo permalosi e fragili; ognuno ha il suo punto debole: una laurea non presa, essere poco abili in macchina o avere uno scarso senso dell’orientamento, essere troppo magri o troppo grassi, avere pochi capelli, essere divorziati, avere o non avere figli…

Sono temi sui quali ci manca una difesa e quando ce li toccano scattiamo come delle molle: imparare ad accogliere e ammettere i nostri punti deboli è un gesto di grande coraggio e rafforza incredibilmente la nostra capacità di proteggerci.

Accogliere e ammettere di essere toccati in un punto sensibile può chiarire subito un rapporto, privato o professionale, che altrimenti potrebbe anche essere compromesso.

Per quanto riguarda gli imprevisti, una gomma bucata, una forte nevicata, una brutta influenza proprio prima di un evento, sono cose che sfuggono al nostro controllo: dobbiamo imparare ad accoglierli e a sviluppare una capacità di risoluzione del problema.

Le emozioni possono tradirci perché la paura, la rabbia, la tristezza, l’insicurezza sono sensazioni che entrano prepotentemente nella nostra vita! Non bloccarle ci aiuta a elaborare certi sconvolgimenti, il corpo ne viene scosso in maniera naturale, ma poi ristabilisce un equilibrio.

Dobbiamo dire a noi stessi: queste sensazioni che provo sono normali, vanno bene, le accolgo e le lascio fluire.

 

Contattami per un incontro conoscitivo, puoi cominciare a lavorare da subito sulla gestione della tua emozione negativa: non lasciare che ti impedisca di raggiungere i tuoi obiettivi, di realizzare i tuoi progetti e di vivere bene ogni giorno della tua vita.

Le emozioni possono esserti schiave o padrone, dipende da chi è al comando.
(Jim Rohn)

 

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