Sono Fulvia, abruzzese e bolognese di adozione.

Nella vita ho sperimentato il cambiamento con costanza. Non perché sia volubile, ma perché credo nella forza dei desideri.

A vent’anni ho cambiato contesto e regione per trasferirmi a Bologna, la città dove sentivo di voler costruire il mio futuro e dove vivo ancora oggi.

A quarantacinque anni ho lasciato il mio lavoro da dipendente per mettermi in proprio e iniziare l’avventura meravigliosa che è diventata poi la mia missione e il mio lavoro.

A ogni passaggio ho rivisto alcune convinzioni per maturarne altre; il cervello è una spugna che mi piace tenere allenata. Il mio approccio – nel lavoro e nella vita – è da designer: parto dai bisogni, progetto, testo, poi perseguo ciò che funziona.

Sono una ragazza degli anni Settanta, cresciuta on the road. L’istinto di libertà e il desiderio di esplorare fanno parte del mio dna.

Ho studiato lingue, ma se non avessi il terrore degli aghi avrei fatto medicina; perché mi piace sentirmi utile e pormi uno scopo alto, ma concreto.

Non sopporto la confusione, ho cominciato il distanziamento sociale anni fa. Le mie passioni sono quelle tipiche da introversa: leggere (soprattutto biografie, ma sono onnivora), camminare nei boschi, nuotare al largo.

Sono fan di Tarantino dalla prima ora: conosco alcuni dialoghi a memoria e li uso anche quando faccio formazione. L’ironia è uno strumento potente e Quentin un grande, dissacrante ispiratore.

Sono un gufo diventato un’allodola e mi sveglio presto; il mio primo rito è una tazza di caffè americano fumante, che mi aiuta a partire, riflettere e programmare.

Le cose che mi rendono più felice in assoluto: cucinare con Andrea e il mare sotto il cielo della Grecia, insieme.

Ecco, mi sono presentata. Ti va di svelarmi qualcosa di te?

Puoi farlo giocando a scoprire il tuo superpotere o scrivendomi 2 righe su dove sei oggi e dove vorresti essere fra 6 mesi. Se scrivi di getto, lo apprezzo.

Ti aspetto qui.