Sei privo di senso dell’orientamento e ti capita di avere paura di perderti, di non arrivare a destinazione o addirittura di commettere qualche grave errore?

Per lungo tempo ho creduto di essere l’unica ad agitarsi quando dovevo spostarmi in treno o in macchina per raggiungere un luogo sconosciuto. Alla sera controllavo meticolosamente di avere preparato tutto per il giorno successivo, compresi i vestiti e le scarpe da indossare. Ma la cosa che in assoluto mi preoccupava era la mia mancanza di senso dell’orientamento. Fino a che non ho capito che è una condizione che si può normalizzare.

Cosa significa normalizzare?

Da dizionario: regolarizzare una situazione, riportare alla normalità dopo uno stato di disordine.

La richiesta di coaching, ad esempio, nasce da una crisi, da uno sbandamento, dal bisogno di un sostegno in un momento di mancanza di forza o lucidità; quando siamo in una condizione di non normalità.

Lo scopo del coaching, infatti, è innanzitutto quello di riequilibrarci e riportarci a una giusta centratura. Solo dopo sarà possibile individuare quali strategie utilizzare per raggiungere i nostri grandi o piccoli obiettivi, attraverso le potenzialità e il talento che sono già dentro di noi.

Quante volte ti è capitato, a piedi o in macchina, di perdere l’orientamento?

A me è capitato spesso; in passato mi vergognavo a parlarne e vedevo crollare ogni volta la mia autostima. Poi ho scoperto che siamo in tanti ad avere questo limite, che la mancanza di senso dell’orientamento è un problema più femminile, ma che si può migliorare.

E’ qualcosa che dipende dal nostro cervello, dall’ippocampo nello specifico; ci sono storie curiose sull’assenza di orientamento, e persone che hanno un disturbo così  pronunciato da perdersi anche nel proprio quartiere

Negli anni, soprattutto da quando lavoro come freelance, ho capito che è possibile allenare il senso dell’orientamento; sicuramente non diventerò un fenomeno in questo campo, ma sono molto migliorata: mi documento prima di andare in un posto ma poi mi lascio anche guidare dall’istinto e dai punti di riferimento che riesco a individuare. Cerco di non andare in panico e di attivare il cervello!

Ci sono discipline come l’orienteering, inoltre, che possono aiutare concretamente a sviluppare il senso di orientamento, sfruttando la condivisione e la vita all’aria aperta.

Ma cosa faccio quando non riesco a orientarmi e ho fretta di trovare un posto?

Chiedo un aiuto.

Non mi vergogno di dire “Buongiorno, mi scusi non riesco a trovare Via San Giacomo: mi sa aiutare?”

Non mi è mai capitato di ricevere risposte sgradevoli, anzi di solito sono tutti molto disponibili, a volte qualcuno anche dispiaciuto quando non riesce a essere utile.

Riconoscere le tue fragilità e chiedere un sostegno è sempre la cosa giusta da fare, aiuta a normalizzare, a comprendere che non siamo soli al mondo e che possiamo farcela semplicemente utilizzando gli strumenti che abbiamo a nostra disposizione.

Poi quando arrivi a destinazione puoi dare il meglio di te.

Se senti di voler migliorare in qualche campo della tua vita, privata o professionale, contattami e raccontami la tua storia: insieme troveremo il tuo percorso di coaching per orientarti al meglio!

 

Ti senti pronto a trovare la tua strada?

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *