Se il tuo obiettivo è quello dell’autorealizzazione, il tuo desiderio è quello di esprimere le tue potenzialità, ottenere profitto dalla tua attività, ricevere il riconoscimento degli altri o diventare pienamente la persona che hai deciso di essere.

Questo post nasce da una analisi del mio business, ma soprattutto da quel bisogno di autorealizzazione che mi accompagna fin dall’infanzia.

Sto lavorando a un rebranding parziale del mio sito, con l’utilizzo di metodi e strumenti per individuare chi sono i miei clienti: ad esempio  con la mappa dell’empatia che può essere utile per capire chi è il nostro cliente tipo.

Ebbene, quasi tutti i miei clienti sono uniti da un filo rosso, e sono certa che se chiedessi “ma cos’è che ti manca?”, potrebbero rispondermi:

 

  • voglio sentirmi più appagata/o
  • ho bisogno di un maggiore riconoscimento
  • provo un senso di rivalsa rispetto a qualcuno/qualcosa
  • sento di dovere dimostrare il mio valore che non viene percepito dagli altri come vorrei
  • voglio migliorare la mia condizione economica
  • voglio fare un lavoro in cui credo, che sia la mia passione
  • sento di volere una mia libertà intellettuale
  • sogno di vedere riconosciuta la mia unicità
  • voglio che la mia professione sia allineata ai miei valori e ai miei bisogni
  • voglio lasciare un segno nel mondo.

 

Se anche tu senti risuonare in te una o più di queste voci, ben venuta/o nel team dell’autorealizzazione.

 

Il mito di ER (Platone)

Il mito di Er è uno dei miti descritti nelle opere de La Repubblica del filosofo greco Platone.

Platone narra di Er, valoroso soldato morto in battaglia, che, mentre stava per essere arso sul rogo funebre, si ridestò dal sonno mortale e raccontò quello che aveva visto nell’aldilà.

Dopo la morte, le anime arrivano in una dimensione ultraterrena, salendo al cielo o scendendo sotterra, ricevendo premi o tormenti a seconda delle azioni compiute in vita. Trascorsi mille anni, prima di ritornare sulla terra per reincarnarsi, le anime si recano al cospetto delle tre Moire: Cloto (il presente), Lachesi (il passato) e Altropo (il futuro),  il cui compito è quello di tessere il filo del fato di ogni essere umano:

per stabilire il nuovo destino “sarete voi a scegliere il dàimon e, nella immensa vastità di paradigmi di vita a vostra disposizione, sceglietene uno, cui sarete necessariamente congiunti.

Il mito di Er racconta di come le anime commettessero degli errori nello scegliere, ma di come fossero desiderosi di decidere del proprio destino. La responsabilità è di chi sceglie e, alla fine, ognuno è ciò che ha scelto di essere.

 

La teoria della ghianda (James Hillman)

A più di duemila anni di distanza James Hillman, psicoanalista e saggista americano, riprende il mito di Er e associa al concetto platonico di dàimon quello di vocazione.

Secondo Hillman, ogni persona dovrebbe considerare la propria vocazione come un elemento imprescindibile della propria esistenza, e determinare il proprio destino: ognuno di noi, fin da bambino, proprio come una piccola ghianda, racchiude in sé le potenzialità per crescere e diventare una possente quercia.

Ossia, ognuno possiede un talento innato, quel qualcosa che ci rende unici e irripetibili: io lo chiamo Superpotere!

Ognuno di noi ha una propria personalità – un bisogno di autorealizzazione che lo contraddistingue in modo radicale – che va alimentata al fine di rendere davvero autentica la nostra esistenza.

E Abraham Maslow

“…l’autorealizzazione è la tendenza a diventare tutto ciò che si è capaci di diventare”.

Maslow ha dedicato buona parte della propria vita allo studio dell’autorealizzazione, ossia il più alto livello che l’essere umano possa mai raggiungere.

Maslow credeva nella grandezza dell’umanità, e ci credo anch’io.

Il desiderio di autorealizzazione ha tante motivazioni e forme diverse: la ricerca di un equilibrio tra lavoro e vita privata, godersi il tempo libero e le proprie attività preferite, il bisogno di guadagnare di più per riscattarsi dall’indigenza, oppure la volontà di costruire un obiettivo di business che diventi anche passione e missione di vita.

Lasciati dire una cosa, però: la vocazione e il bisogno di autorealizzazione non implicano automaticamente la messa a terra delle azioni necessarie per conseguire ciò che desideriamo.

È necessario disegnare un percorso e tracciare le strade utili per raggiungere la meta, e può non essere facile e lineare.

In genere, consiglio di costruire per gradi la scalata che ti porterà alla tua autorealizzazione, ripartire dai tuoi valori e dalla visione e dalla missione

 

Stabilisci la tua idea di autorealizzazione

Innanzitutto, fai chiarezza su cosa vuol dire per te autorealizzazione: se non sai esattamente dove vuoi andare, dov’è che arriverai?

Se non sai cosa desideri, come puoi sperare di ottenerlo?

Una delle principali difficoltà che potresti incontrare nel raggiungere la tua autorealizzazione, è avere in mente un concetto troppo vago e generalizzato, e non avere la più pallida idea di come fare a trasformare il tuo desiderio in un obiettivo concreto.

La tua realizzazione personale coincide con un ampio concetto di felicità, serenità o tempo di qualità, ma non sai ancora esattamente come riuscire a fare accadere nella tua vita quelle cose per le quali ti sentiresti realizzata/o.

Prova a chiederti: cosa deve accadere perché io possa considerare raggiunto il mio obiettivo?

Stabilisci una immagine ben definita nella tua mente, una fotografia che descriva molto dettagliatamente la risposta a questa domanda.

 

Autorealizzazione e pianificazione

L’autorealizzazione prevede un prezzo da pagare, e non può prescindere dalla gestione delle emozioni, dalla responsabilità e dall’impegno: se vuoi toccare con mano i tuoi sogni e raggiungere la tua visione, devi lavorare su di te quanto sul tuo obiettivo.

Conoscerti meglio e pianificare è ciò che ti darà la libertà.

Anche per questo è nato Il Cambiamento Produttivo, un progetto creato insieme a Chiara Battaglioni per aiutarti a gestire meglio te e il tuo tempo: avere la consapevolezza di quali sono i tuoi punti di forza e le tue debolezze è il motore che innesca il cambiamento.

Un cambiamento in grado di generare risultati e di soddisfare il tuo bisogno di autorealizzazione.

Qui trovi tutte le informazioni per iscriverti all’edizione online e partecipare al mese del Cambiamento Produttivo.

Per qualsiasi ulteriore informazione, scrivimi a info@fulviasilvestri.it

 

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