Fare un planning aiuta a migliorare i risultati in termini di organizzazione e produttività, ma ti svelo un segreto: non funziona se non hai chiara la direzione e gli obiettivi da raggiungere.

Il planning è uno strumento indispensabile se vuoi diventare più efficace, avere più clienti, fatturare di più, lanciare nuovi prodotti o servizi, migliorare la gestione della tua attività e crescere nel tuo business.

Il planning, inoltre, è fondamentale se stai affrontando un cambiamento in ambito professionale e vuoi vedere con più chiarezza in che modo creare, gestire nuovi progetti e un nuovo stile di vita.

Perché fare un planning

La tranquillità economica ti consente di vivere meglio, di progettare un viaggio o un cambio di casa e, sentirti più sicuro di crescere nel tuo lavoro, ti porterà anche a immaginare qualcosa di nuovo e diverso attivando un circolo virtuoso di creatività e motivazione.

Ti scoraggi tutte le volte che qualcuno ti consiglia di fare il planning?

Uno dei motivi che allontana dalla programmazione è il fatto di pensare al planning come annuale, il suggerimento che ti do, quindi, è di spacchettarlo:  un buon planning deve poter essere realizzato, passo dopo passo, in mesi, settimane, giorni.

Ad esempio, se pensi che per raggiungere il tuo budget avresti bisogno di 10 clienti in più nel prossimo anno, puoi anche immaginarlo come un cliente in più al mese: fa meno paura, vero?

Se vuoi organizzare 3 nuovi corsi nell’arco dei prossimi 12 mesi, devi pensare di gestire un corso indicativamente ogni 4 mesi; quindi, tolte le vacanze, i periodi più critici e che a livello personale o familiare sono più impegnativi, decidi quali sono le date più comode e più utili per i corsi. Programmali e fissa le date: saprai già da subito che i tuoi tre corsi avranno luogo, ad esempio, in febbraio – giugno – ottobre.

Il planning, a livello di ragionamento, coinvolge tutto l’anno ma devi collocarlo in una dimensione più piccola, in un tempo più breve, in un luogo della tua mente che è molto più raggiungibile rispetto all’enormità di un anno!

Come si fa un planning

A me piace dire che fare il planning per l’anno nuovo è un po’ come preparare la valigia prima di un viaggio.

A meno che tu non sia uno scellerato che fa la valigia la mattina della partenza  – e ne conosco qualcuno – di regola l’organizzazione avviene durante i giorni precedenti al viaggio. L’azione più difficile non è inserire le cose dentro la valigia (zaino, sacca, etc.): per fare un buon bagaglio è fondamentale la consapevolezza di ciò che ti servirà per ogni specifica situazione che dovrai affrontare nei vari giorni di soggiorno fuori casa.

Ad esempio, uno dei momenti più importanti per me è decidere quali vestiti portare, di conseguenza smettere di indossarli durante i giorni che precedono il mio viaggio in modo che io li possa lavare, stirare, piegare, imbustare e infine inserire in valigia.

Prima seleziono quali vestiti e quali calzature mettere in valigia (comodi o anche eleganti?), verifico se portare un maglione o un giubbino in più (il meteo lascia prevedere un peggioramento?), acquisto qualche prodotto specifico e utile per la situazione (ci saranno insetti e zanzare?) e solo dopo parto con l’organizzazione del mio trolley!

Faccio lo stesso per mio planning lavorativo: di regola comincio a

pensare/immaginare/sentire/prevedere/intuire/rimuginare già a fine luglio perché per me è un buon periodo di calma e relax.

In autunno ho già le idee piuttosto chiare di ciò che voglio fare, posso coinvolgere le persone con le quali condivido dei progetti, così che anche loro conoscano i miei obiettivi, e possano darmi conferma della loro disponibilità a lavorare insieme, liberare delle date perché ciò possa avvenire.

Ovviamente avere un’idea di ciò che vuoi mettere in cantiere ti dà la possibilità di capire che costi avrai nel realizzare dei progetti, quanto ti aspetti di fatturare, e solo in questo modo è possibile tirare le somme e capire se quel miglioramento economico che desideri si verificherà o meno.

Se il tuo obiettivo è quello di fare un cambiamento radicale a livello professionale, è solo mettendo nero su bianco i costi e i benefici, valutando gli ostacoli e le competenze, che potrai capire se ci sono le basi per svoltare in sicurezza.

Prima di tutto dovresti avere bene in mente che cosa vuoi realizzare, come vuoi sentirti nell’anno che hai davanti – ti vedi crescere economicamente?  Senti che è arrivato il momento per fare quel salto in una nuova direzione?

E fino a che punto sei disposto a impegnarti? Qual è il limite che ti dai: sei pronto a uscire dalla tua zona di comfort e a superare la tua soglia del dolore? Sei consapevole di dover fare qualche rinuncia o stai solo ipotizzando una vita diversa che non coincide con la realtà vera?

Questo è ciò che chiamo differenza tra obiettivo e unicorno.

Un obiettivo, esattamente come un unicorno, è qualcosa che desideriamo.

Ma un obiettivo è tale solo quando prevede dei risultati che sono conseguenza di azioni concrete.

Quindi, prima di pensare al planning – ai clienti, al fatturato, ai servizi da implementare – ti consiglio di rispondere a queste tre domande.

In una frase la più sintetica possibile, scrivi:

  1. qual è l’obiettivo che voglio realizzare nel mio prossimo anno?
  2. Rispetto al mio obiettivo, dove sono oggi in una scala da 1 a 10?
  3. Qual è la prima azione concreta che devo compiere per avvicinarmi al risultato che voglio raggiungere?

 

Inoltre, ho creato un breve esercizio creativo di consapevolezza per aiutarti a calcolare e scoprire qual è il tuo Superpotere, ciò che più di ogni altra cosa potrà aiutarti sempre a raggiungere i tuoi obiettivi: puoi scaricarlo gratuitamente iscrivendoti alla mia newsletter.

Nel mio lavoro aiuto i piccoli imprenditori e i liberi professionisti a conoscersi bene per lavorare e vivere meglio. Guarda cosa faccio e, se pensi che ti possa essere utile, contattami: scrivimi una mail a info@fulviasilvestri.it

 

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