Dopo il relax e gli stravizi ci sentiamo carichi e motivati a rimetterci in riga, ma in genere si tratta della solita sceneggiata dei buoni propositi che il più delle volte si trasformano in un nulla di fatto.

Perché?

Perché essere ottimisti ed entusiasti è certamente una cosa positiva – sempre meglio degli inutili musi lunghi – ma non è sufficiente a migliorare la nostra vita e renderci performanti se non abbiamo chiaro il perché lo facciamo.

La motivazione è ciò che ci fa compiere le azioni necessarie a realizzare un nostro progetto, ci aiuta ad essere vigili e più efficaci, ma non ha la capacità di rispondere al “cosa vogliamo davvero”.

Siamo noi a doverci porre le domande relative allo scopo, della nostra vita o del nostro business:

  1. chi sono – che tipo di persona sono, cosa faccio?
  2. Dove sto andando – quali scelte sto affrontando, quali decisioni sto prendendo?
  3. Perché lo sto facendo – qual è il mio obiettivo, cosa mi prefiggo di raggiungere?

“Se non sai con esattezza dove vuoi arrivare, non sorprenderti del luogo in cui arriverai…”

 

Solo se ci è chiara la meta potrà essere definito il percorso che dobbiamo intraprendere e le azioni concrete da mettere in atto: con entusiasmo, ottimismo, energia, convinzione e motivazione.

Capire il perché delle cose è fondamentale per riuscire a formulare il proprio obiettivo personale, individuare la propria mission e vision e raggiungere i propri traguardi.

 

Ho da poco finito di leggere la biografia di Steve Jobs scritta da Walter Isaacson e l’ho trovata davvero molto ispirante.

Steve Jobs era una persona non particolarmente preparata in ambito tecnologico, non era laureato e non gli interessava studiare il come fare: era capace di delegare a chi sapeva fare meglio di lui. Una delle sue frasi famose, infatti, è “Non ha senso assumere persone intelligenti e poi dirgli cosa fare. Assumiamo persone intelligenti affinché siano loro a dirci cosa fare”.

Steve Jobs aveva un pessimo carattere – aggressivo, suscettibile, instabile, per niente empatico – ma aveva un amore smisurato per il design, per ciò che può migliorare la vita delle persone: “Design è una parola divertente. Alcune persone pensano che il design significhi come una cosa appare. Ma naturalmente, se si scava più profondamente, significa in realtà come quella cosa funziona”.

E questa era la sua motivazione: creare qualcosa di unico che facesse progredire l’umanità.

“E se alcuni vedono la pazzia, noi vediamo il genio. Perché le persone così pazze da cambiare il mondo sono quelle che lo cambiano davvero.”

 

Mi viene da dire che “l’amore” è l’unico proposito che dovremmo porci all’inizio dell’anno:

  • amore per noi stessi (volerci bene, metterci al centro);
  • amore per ciò che vogliamo realizzare (se amiamo qualcosa o qualcuno siamo disposti a tutto, non c’è benzina migliore dell’amore per il motore della nostra esistenza);
  • amore e gratitudine per le persone che, in qualche modo, fanno un po’ di strada insieme a noi.

Allora, immagina cosa vuoi fare con amore durante questo anno nuovo: “Stay hungry. Stay Foolish” e… buon 2019!

I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perché.

(Mark Twain)