Umiltà o non umiltà, questo è il dilemma

Definirei l’umiltà quella zona in cui non ti senti né inferiore né migliore degli altri. L’umiltà è quella virtù che, quando la si ha, si crede di non averla, diceva Mario Soldati.

Soprattutto negli ultimi decenni è stata sdoganata l’idea che essere umili vuol dire essere incapaci, deboli, dimessi, probabilmente poveri. Essere orgogliosi, presuntuosi e arroganti, invece, è simbolo di forza, potere e controllo: insomma, è più cool.

È facile scivolare nella convinzione di essere più abili degli altri e ritenere che le nostre idee e i nostri valori siano più importanti, più giusti. Il problema è che questo approccio rischia di impoverirci perché, come recita un detto tibetano, l’uomo diventa una tazza rovesciata: non lascia entrare nulla e non può più essere riempita.

Ammetto di essere caduta anche io in passato in questa trappola perché, è innegabile, non sempre scegliamo noi come agire, spesso sono le situazioni che viviamo e gli ambienti in cui orbitiamo a generare un nostro comportamento.

Come si fa a diventare più umili?

L’umiltà è la capacità di ascoltare profondamente, di riflettere, di essere tolleranti, di essere grati, di essere gentili con altri, di ringraziare e di chiedere scusa se è necessario.

Per sviluppare l’umiltà è necessario maturare la consapevolezza del senso del nostro limite e della nostra piccolezza di fronte all’immensità del sapere universale.

Per diventare umili occorrono un sincero sentimento di apertura verso il mondo e un allenamento quotidiano per imparare a smettere di criticare, per evitare dietrologie e sterili polemiche, per cominciare a comprendere che tutti abbiamo fragilità e paure e ognuno di noi ha bisogno degli altri.

Quanto ti senti umile?

Prova a guardarti da fuori e chiediti qual è il tuo atteggiamento nei confronti del tuo vicino di casa, dei tuoi collaboratori, dei tuoi figli, del giornalaio sotto casa. Rifletti su quanto e come giudichi le persone dalle apparenze o da comportamenti che non sono conformi al tuo modo di pensare.

Fai una lista di tutte le cose che non sai o che conosci superficialmente e che vorresti imparare o approfondire: ti aiuterà a comprendere meglio te stesso e gli altri e ad avere una visione più chiara della realtà.

Raccontami la tua opinione sull’umiltà nei commenti oppure contattami qui, la prima sessione è gratuita.

 

Siamo tutti apprendisti in un mestiere dove non si diventa mai maestri.  (Ernest Hemingway)

 

 

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